Storia Presepe Callabiana

Gentile Visitatore, in questa pagina potrai vedere la storia del Presepe meccanico di Callabiana.

In frazione Nelva, una delle 15 frazioni di Callabiana, si trova un piccolo oratorio dedicato a San Carlo. E’ qui dentro che Giampaolo Gibello e Igino Vercellotti, 15 anni addietro, cominciarono la costruzione del presepe meccanico di Callabiana.
Non un Presepe qualunque quindi, ma l’idea che spinse i due fantasiosi creatori fu quella di racimolare qualche soldo per il restauro dell’oratorio che, anche se utilizzato una sola volta all’anno, è sempre stato molto caro ai residenti della frazione.
Il particolare paesaggio, ispirato al panorama del Biellese, raffigura un’ambientazione rigogliosa quale è quella delle colline a ridosso delle prealpi, a far da sfondo, dipinte, si vedono le cime dell’arco alpino tra le cui valli si distinguono i grandi santuario di Graglia e Oropa, le cime più note del tratto montano e spostandosi verso destra le alture più dolci che si trovano verso Cossato.
Su una superficie di 80 metri quadrati circa prende vita il presepe meccanico di Callabiana, una ricostruzione della notte di Natale che ormai dura tutto l’anno.
Questo perché è impensabile smontare e riassemblare ogni volta oltre 100 casette, 150 statue, di cui 80 sono meccanizzate attraverso sistemi idraulici che rendono il presepe un’opera viva, in continuo movimento.
Ci sono luci, corsi d’acqua, animali che pascolano, artigiani che lavorano e anche una baita di pietra dalla quale esce il fumo dal camino.
Ovviamente l’oratorio di San Carlo non è più utilizzato per le funzioni religiose, ma a suo modo è più utilizzato di prima, ormai divenuto dimora del presepe meccanico di Callabiana per tutti i giorni dell’anno.
Ricordate però che il presepe meccanico è visitabile solo nel periodo natalizio, partendo dall’inizio di dicembre, fino al 31 gennaio.
Non c’è un biglietto fisso da pagare, ma è gradita un’offerta che verrà utilizzata per la manutenzione del presepe e della sua casa, l’oratorio di San Carlo.